La rete ha qualcosa di magico. Connette, contamina, diffonde. Confonde. Questo è un nodo fra tanti, per aggiungere magia a magia.


13.12.09


Aria di festa




E' festa rivedere sguardi amici, condividere barlumi di intimità, ritrovare sul volto dell'altro le tracce di un affetto antico, e di un'accettazione senza riserve (per quel che sei, con i tuoi limiti e le insicurezze, col tuo sorriso timido e la voglia di farti [ri]conoscere). Milano, Parma, un freddo becco ma luce e sole a far da pendant al sorriso negli occhi di chi ti accoglie. Sei come sei, quasi vorresti non porre fine all'incontro, grata del fatto che una casualità ti abbia avvicinato a umanità così calde, un po' triste per l'averle lontane. Ma magari è proprio in questo la forza dell'incontro, l'emozione che ti prende ogni volta. E ti ridà la voglia di tornare a scrivere. Almeno per un po', per un altro tratto di percorso ...


Quel che rende indissolubile le amicizie e ne raddoppia l'incanto è un sentimento che manca all'amore: la sicurezza. (Balzac)



3.11.09


Sound of silence (e cose così)




Verrebbe da scrivere un post 'a interpunzioni', fatto di solo silenzio. Non che sia in silenzio, Ecatina, tutt'altro. Ma pare che si distragga, negli ultimi tempi. E tiri il fiato ...

E' da un po' che si diverte a leggere, sul blog di un'amica - stile alla Bridget Jones con un pizzico di Jeremy Blachman e una nota di 'diversa follia'. A veder che succede 'cambiando genere' (letterario, ça va sans dire).



19.10.09


Müde (und noch nicht mal glücklich)




Ti senti a tratti Florentino Ariza, emaciata da un 'andirivieni del cazzo' (è licenza, lo dice il sommo!) e dannata - nonostante - a una mobilità che non governi. Quasi fosse molla dei mesi andati il cavalcare la paura, e imporre a te stessa le prove del presente. E ti bocci - sia chiaro - in quella più complessa. Ché commozione e trasporto, quelli che avevi dentro, li lasci uscire solo sul segno vuoto della lavagna d'etere. Ché in un mondo che vive di emozioni veloci lo stop al cronometro è giunto ben prima che riuscissi a tirar fuori parole - o gesti. O a spiegare come realtà centrifuga a chi vi vive, nei fine-settimana, sia per te luogo, in quei giorni, di libertà e leggerezza, dove macini chilometri e respiri aria e persone e volti e luoghi, sempre vari, così vicini a quel tuo Horcrux nascosto nelle città del nord. O a tirar fuori qualcosa che non fosse l'emozione sovrastante, tenerezza di madre, commozione di un'empatia vana (perché lontana) - che magari neanche quella è uscita, s'è fatta riconoscere. Riapri l'agenda, e impallidi - alla bambola parlante tocca la maschera per settimane, pare. Ma magari son anni che la indossi, e neppure lo sai.


"La casa è quel posto dove, quando ci andate, vi accolgono sempre." (David Frost) [e allora so dove anche ho casa, a quel che pare ...]



10.10.09


Kontemplativ?





E macini giorni, e piazze diverse, il passato si veste di nuovi colori, quasi i dissidii di un tempo trovassero nella distanza un magico appianarsi di nodi. A cogliere volti, e sorrisi, a fare da cassa di risonanza. Vai lungo un sentiero che è tuo, più di quanto sia mai stato prima. Sperimenti piano, riannodi linee a lungo scartate, hai il ritmo di quel che è per te un movimento lento (va bene, madre, rallento, fra cinque minuti rallento). Vai verso l'istituzione, però. Che abbia radici sino al centro della terra e propaggini sino al cielo. Non vuoi chiederti 'se ce la puoi fare'. Muovi passi, e il tuo fuoco cammina con te.


"Ti ho dato la relazione perché la leggessi con gli occhi di un italiano" - "Ma io l'ho letta come l'avrebbe letta un tedesco" (in un frammento di conversazione sono quindici anni di amicizia: bello guardare indietro con gli occhiali della distanza, e trovarvi l'affetto di sempre).

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2.10.09


Fragmentiertheit






Sai di andare a tentoni. Zampetti felpata a piccoli stadi. Il tuo radar è rotto, non sai se è vera la bussola, sommersa fra strati d'altre cose, e l'evidenza del fare, lei, s'affianca e pone in ombra il dover fare. Hai combattuto a lungo il gorgo della rete, e pure ne subisci la malìa, tu che rincorri sempre volti, e mani e voci. E vinci sempre, nella tua specialità: ché sgorgano da te parole che non senti, a tesser paratìe di ombra e di distanza. Stracciare il velo, è quel che più vorresti - e non ti senti, è prima, meglio, soffondersi di alone della notte.


Sia per l'amico la parte migliore di voi. Se egli dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche il flusso. (Kalil Gibran)



28.9.09


Unerwartet






Sento il tuo richiamo, fra i fumi della notte. Ti cerco, la voce che s'impone ben prima del tuo essere. Mi vieni incontro, imperioso, esigente. Non ho modo di fuggire al tuo desiderio - e neppure lo voglio. Scateni tenerezza e voglia di presidio, non posso che prenderti con me. Faremo assieme un pezzo di cammino. E già pesa l'ombra del distacco, inesorabile esito.

Il nostro amore per gli animali dovrebbe misurarsi soprattutto dai sacrifici che siamo pronti ad affrontare per loro (Konrad Lorenz)



17.9.09


Adnotata et commixta




Non sai più se è libertà, quella in cui ti dibatti. Hai usato il ruolo per riempirti il calendario, di date, incontri, riunioni. Il tuo oggi è diffuso di affetti, il cui esigerti è vita. Pure a volte è richiamo che spaventa. Se ne seguissi il filo, sempre, finirebbe per mancarti il respiro. E reimpari a lasciare spazi vuoti, che si colmino di musica, di parole di carta, di sogno. Da destinare a chi verrà, oramai ti appare che l'attesa non possa esser lunga, quel colmare insieme gli spazi.


"Amore è il movimento in cui un qualsiasi concreto oggetto individuale, che racchiuda in sé dei valori, giunge a toccare i valori più alti in sé o nel quadro della sua concezione ideale" (Max Scheler)



10.9.09


La terribile bellezza degli angeli





Le linee che tracci s'impuntano a trascolorare. La rete che permea e s'intrude, lavoro e privato si vanno annodando, l'onirico che dilaga nell'essere ad occhi aperti. È l'ansia di sogno, in effetti, a offuscare il tuo mondo. E sai di avanzare semidormiente, il velo opaco a tener fuori l'ansia del troppo bisogno. C'è un angelo che veglia sul giorno. E tu lì, a cercar di rubargli le ali ...


"Bisogna trovare il proprio sogno perché la strada diventi facile. Ma non esiste un sogno perpetuo. Ogni sogno cede il posto ad un sogno nuovo. E non bisogna volerne trattenere alcuno." (Hermann Hesse)



1.9.09


Tu chiamale, se vuoi ...






Trascorri, scorcio d'estate, fra réverie e piane certezze. Più assolati stupori. Hai svelato frammenti di essere. Di un Dasein per me insospettato, che traluce dalle frasi di amici ("Se manchi tu, manca il 'trait-d'union'"). Un vago sospetto travasa in conferma: il mio 'esserci' crea (e cerca) famiglia. Sul lavoro, fra amici. Formica con calce e mattoni nel suo piccolo mondo. Piccolo cuore elastico - sorprendente di segni -, a lasciar sempre finestre socchiuse.


"Filologia è rallentare, è raccogliersi. L'importante è che non sia cristallizzarsi ..."



31.8.09


Coming back





Nelle tue fantasticherie di bambina credevi la città fosse condensata in poche strade centrali, e il resto fosse casette a schiera - magari anche un po' decadute. Non avresti pensato all'imponenza, alla varietà delle vedute, alla multirazzialità costante, alla facilità nell'adattarsi ai ritmi della città che non dorme mai. La pace (e l'afa) di casa sono un contrappunto stridente. Il dolore alle caviglie è ancora quello del viaggio. Che è stato linimento per l'anima, davvero. Vorresti poter esitare ancora nel limbo del sogno, crogiolarti al profumo di un nirvana durevole. Invece scuoti le gambe dolenti e riprendi a marciare. Col sorriso sulle labbra, almeno per un po'.


"Ci sono due modi di diffondere luce: essere la candela oppure essere lo specchio che la riflette." (Edith Wharton)