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La rete ha qualcosa di magico. Connette, contamina, diffonde. Confonde. Questo è un nodo fra tanti, per aggiungere magia a magia.


3.12.04


Libertà non è uno spazio libero?





E' da quando la rete è diventata un fenomeno di massa che se ne parla. Libertà di accesso ai contenuti presenti in Internet, libertà d'uso e di diffusione. Ma - ovviamente - non solo. E' chiaro che il 'padre' di un'idea non sia sempre felice nel vederla sfruttata (e magari commercializzata, a suo danno) da altri. Sin quasi al momento dell'invenzione della stampa risalgono riconoscimento e tutela del diritto d'autore: una forma di bilanciamento fra diritto all'informazione e tutela della titolarità delle idee risiede nella limitazione temporale imposta al diritto d'autore (nel nostro ordinamento, tutta la vita dell'autore e sino al settantesimo anno dopo la sua morte) [qui il testo completo della legge sul diritto d'autore]. La materia è però maledettamente spinosa, anche alla luce del fatto che le lobby statunitensi del software tentano di imporre anche fuori degli USA le loro normative (assai restrittive) in tema di brevetti e proprietà intellettuale. Vi sono ad ogni modo numerosissimi gruppi e maitre à penser che remano contro le major del settore: date un'occhiata ad esempio al sito della Free Software Foundation, con le applicazioni Gnu, e al link No software patents. Non può tacersi, inoltre, del giurista di Stanford Lawrence Lessig, che sul suo blog ha messo a disposizione materiali di estremo interesse sul braccio di ferro fra libertà intellettuale e tentativi monopolistici dei giganti dell'informatica, in particolare nel saggio, liberamente scaricabile, Free Culture. Altra mole di materiale e di spunti nell'articolo di Guido Rossi, sul Corriere Cultura di ieri (non lo trovo fra gli articoli in rete, viva la libertà d'informazione!!!).

* Apdeit!!! Grazie alla saggissima Clelia per la dritta su come reperire l'intervento di Rossi. (E grazie a Mantellini per lo spunto sulle mie divagazioni nel post).