La rete ha qualcosa di magico. Connette, contamina, diffonde. Confonde. Questo è un nodo fra tanti, per aggiungere magia a magia.
20.2.07
(Ri)trovarsi.
Puntata seconda

Puntata seconda

E poi. Poi la mostra, catapultati in una natura madre, mai matrigna, di lieve malinconia o brillante nitore. Ecatina snobbettina vorrebbe una parete-cinematografo per ciascun quadro, la Giari le spiega paziente che gli States sono un'altra cosa, si volteggia fra un cameriere e l'altro, con le bimbe fra le gambe degli ospiti, e nuovi incontri e vecchie conoscenze. Ritrovare la Titti, ad esempio, che ti parla di foto e di bimbi, di un altro modo di fare blog e di una prospettiva 'altra' da cui vedere le cose. Incrociare una spumeggiante Lillà, ricca e mobile come la sua scrittura. Imbattersi in Zop, che pare un ragazzino pur essendo, verosimilmente, della tua età, comunicativo nonostante la timidezza, per un po' di small talk su varie da blog e dintorni. Ritrovare un Ulisse più che mai spumeggiante e cordiale, in versione bon chic bon genre (che non si trattiene, però, dal cazzeggio in vernacolo, toscano o napoletano fa lo stesso, e da allegri sfottò ad Epì e all'universo mondo), e con entusiasmo la sua raffinata Volpina. Ritrovare negli occhi di Zu lo stesso tuo entusiasmo sbarazzino, e accarezzar l'idea di fare un salto, nel fine settimana, da Lecce a Monza a sentirlo suonare. Riabbracciare Wookettina, che trovi rasserenata e aperta come la ricordavi, in dirittura di soluzione di un po' di problemi (era ora!). Di sicuro ho scordato qualcuno. Ma la vita di Ecatina l'ha risommersa, ha ripreso il volante, il suo, nelle mani, e pur nella sua maniera disinvolta deve districarsi nel traffico dell'esistenza (evitando di provar sempre la corsia di sorpasso, provando a farsi - de temps en temps - maratoneta lei che è centometrista). Con negli occhi e nell'anima un po' di entusiasmo in più, quello che le hanno regalato (anche) le splendide ore fra Brianza e Milano.
Etichette: Giarina, Milano, Mostre
19.2.07
(Ri)trovarsi


E’ che ameresti aver parole nuove, mai dette, a descrivere l’incanto, la contentezza. L’emozione del ritrovarsi, le battute lievi, il ricalcare di passi dallo stesso ritmo i tratti di strada in comune. La sorpresa del conoscersi, curiosità pervasiva di volti e voci nuove, sbalordendo a collegare nick a nome, avatar a persona fisica, schegge di racconto all’essere vivo e pulsante che hai dinanzi. E ti ritrovi – tu che vivi di frammenti, e pezzi sparsi – a godere di trame di storia in comune, a volte con persone mai viste, e ricordi vecchi di giorni con amicizie giovani di mesi. Il tuo Epì che, nonostante lavoro e stanchezza, è sempre con te col buonumore che è il tuo, e l’entusiasmo di un bimbo. La Giari, più radiosa e vitale che mai, fra i suoi alberi, i venti, e intorno gli amici ‘danzanti’. Il Capo, la sua strana mistura di timidezza e allegria ragazzina, ricordi da adolescente e responsabilità da adulto. La Sabri, con il valore aggiunto Max, e l'ormai classica afonia da blograduno (per solidarietà, da oggi senza voce anch'io). Renato, gongolante per aver, da un certo punto in poi, ben cinque donne al seguito. Luigi, il mio nume tutelare dei template, che parla come scrive i post, con i finali a effetto (quando Ecatina non glieli brucia ...). Amber, fantastica mistura di dolcezza e piedi per terra, che vorresti averla sempre per modello. Silvia, 'gemella' di lettura, con cui si intersecano racconti di rete e vita vissuta e ti si stringe il cuore. Blue, tenera e nuova scoperta di impegno e poesia assieme ... (continua).
A me continua a sembrare impossibile che la rete consenta tutto questo, contamini, confonda, diffonda (e a volte contagi ...). Appare incredibile, soprattutto, che Francesca renda possibile tutto questo. Ma a quel che sembra è proprio così. Per fortuna.
Etichette: Giarina, Milano, Mostre





