La rete ha qualcosa di magico. Connette, contamina, diffonde. Confonde. Questo è un nodo fra tanti, per aggiungere magia a magia.
14.5.09
Widersprüche und Regelmäßigkeiten


Lo sforzo dell'annotare ti annulla. Hai pianto un amico, esordito stordita nel sole, inseguito notturna volatili assenze. Ascoltato esistenze e scritture, ammirato metafore, tracciato segni quasi che fossero incisioni di graphium nella tabella della vita. Ha il sapore di una fuga costante il tuo incaponirti nell'esserci. Il trovare parole solo sulla lavagna del segno, la tortura della vicinanza a frenarti nel verbo. Scuoti da dosso le nebbie, vai verso la luce. Per quanto male possa fare è l'unica scelta data: plasmare il mondo con la parola. In toni soffusi, ma fermi. "Dammi la forza, rendimi in grado".
"Dire che la donna è mistero non vuol dire che tace ma che il suo linguaggio non è compreso: è presente, ma nascosta sotto fitti veli; esiste al di là di queste incerte apparizioni. Chi è? Un angelo, un demone, un’ispirata, una commediante? Si suppone che le risposte a queste domande siano impossibili a scoprirsi, oppure che nessuna di esse sia adeguata, in quanto una fondamentale ambiguità è insita nell’essere femminile; in cuor suo, la donna è per se stessa indefinibile: una sfinge. La verità è che la donna sarebbe assai imbarazzata se dovesse decidere chi ella è; la domanda non comporta risposta; non perché la verità nascosta sia troppo fluida per lasciarsi afferrare: perché in questo campo non c’è verità. Un esistente è esclusivamente quello che fa; il possibile non va oltre il reale, l’essenza non precede l’esistenza: nella sua pura soggettività l’essere umano non è niente. Lo misuriamo dalle sue azioni." (Simone de Beauvoir, Il secondo sesso)
Etichette: Angeli, Femminile plurale, In-compatibilità
12.9.07
[[Digressioni]]


Vi sarete accorti che Ecatina è in silenzio (se di silenzio può mai parlarsi per un blogger logorroico). Che parla con le parole degli altri (ma questo, forse, l'ha sempre fatto, c'è chi afferma che lei 'giudica' e interpreta la vita attraverso i libri - e tanto torto non l'ha). E poi è di nuovo, nei suoi silenzi e solitudini dell'ora, con le mani nel trolley, per cui stavolta, per una sorta di schizofrenia, ha deciso di citare sé stessa (ché in fondo son trascorsi solo due anni): "Il viaggio inizia ben prima di metter piede sul predellino o sulla scaletta. E' nella nostra testa molto innanzi la messa insieme di bagagli e masserizie. Ci si proietta nel luogo, si immagina il tempo (sole, vento, scarpe da indossare per star comodi e girovagare, maglietta individual), volti e voci, occhi e mani, luoghi e tempi degli incontri.". Sorprenderà il lettore, ma è quel che questa donna sta facendo, hic et nunc. Ci si rilegge fra un po' (tanto ci siete abituati).
Postilla prima: Il mio pensiero principale va a lui, che sa perché (come lo sanno gli 'intimi' dei nostri blog, dopo i miei sms di oggi), perché le 'anime affini' (per ironia, ingenuità e pulizia del sentire, 'scorza' accumulata nel navigare) si trovano anche in rete. E perché, molto semplicemente, è nel mio cuore.
Postilla seconda (e questa è per pochi eletti): la gatta non gradisce il burro (e che non vi siano battute su Ultimo tango a Parigi, please), e la 'parola rivelata' (oggi più che mai son preda di questo sospetto) non è universale. Ma l''eletto' cui mi rivolgo è nel mio cuore lo stesso. E magari proprio per questo.
Etichette: Angeli, Scent of silence
7.3.07
Dell'anelito all'autori(ali)tà


A volte è una scorsa distratta a darti la spinta. O una ricerca in punta di rete. Magari entrambe. Oggi fissi nel vuoto la 'ricerca di modelli'. Di tanto in tanto ti accade, nel variegato intorno di un reale variabile, di agganciarti a qualcuno, di vivere in via di parafrasi. Oggi meno di un tempo, sempre convinta che vi sia sempre da apprendere, ma (chissà quali le occulte ragioni) oggi meno di prima. Tranne che per i libri. La chiave del giorno è Paula Fox, del cui Quel che rimane, ad esempio, Jonathan Franzen afferma "speravo che ... il libro potesse in realtà spiegarmi come vivere". Può essere sia l'autorialità di questa donna, magari convinta di avere la chiave del vivere, il gesto che mondi possa aprirci, a sedurre? O è soltanto l'ennesimo Teufelkreis che ci induce, nel nostro vivere in tondo, a rinvenir noi stessi nelle biografie che ci avvicinano?
Senza zio Elwood sarei diventata come quei bambini che vengono ritrovati in una foresta e diventano casi scientifici. Era stato lui a insegnarmi la gentilezza e l'educazione. Sapevo come comportarmi in circostanze critiche ed ero in grado di temporeggiare e fare compromessi, una lezione che avevo imparato da mio padre. Da mia madre avevo appreso come lottare con la follia della gente e dai domestici di colore che cos'è la giustizia.
Ovviamente l'incitazione è a credere, con la Fox e col bardo, che 'dopo sì lunga pena, tanta allegria'!
Etichette: Angeli, Labirinti, Scrittura
20.12.06
Grata auspicia


E' giunto anche quest'anno. Puntuale e graditissimo. L'augurio del professore tedesco, un filologo classico fra le persone più fantastiche che mi sia capitato di incontrare, in questi ultimi anni. Più bello ancora di quello dell'anno passato. Il titolo è L'angelo, stavolta è una poesia scritta da lui, e mi cimento nella traduzione (che sia 'omen' anche per quest'anno ...):
Da sfere lontane,
ere infinite,
ti accompagna - assieme sognante
e vigile,
il suo sguardo è lì con te.
Conosce il desiderio, sa del tuo agire,
veglia nascosto al tuo fianco.
Vaga consolazione ci avvolge
e tutto il dolore,
il nonsenso dell'oggi,
li dissipa
un morbido attimo
di pienezza d'ardire.
Ecco. A vegliare per tutti noi, un angelo.





