La rete ha qualcosa di magico. Connette, contamina, diffonde. Confonde. Questo è un nodo fra tanti, per aggiungere magia a magia.
11.2.07
E anni luce di sospensione


Da Rob Bresny trovo i versi di Rumi, poeta-derviscio persiano del duecento. Lo specchio dei dialoghi, con lei, di questi giorni. "Siamo il dolore e anche la cura. Siamo la dolce acqua fresca e la brocca che la versa. Voglio tenerti stretto come un liuto per poter piangere d'amore con te. Preferiresti lanciare sassi contro uno specchio? Io sono il tuo specchio ed ecco le pietre". Sarà davvero un fossile ormai estinto, il dolce stil novo?
Etichette: Anno Nuovo Vita Nuova?, Ecadivagazioni
4.2.07
Schon wieder da


Si vestono di luce altra, le cose, al tuo partire. Ma a turbarti è la leggera foschia che le avvolge, al rientro. Una memoria di te più lucida - e viva - al risuonar di passi su selciati antichi, a disorientarti in percorsi nuovi e ostinata ricerca di sé. A ricevere aiuto solo quando non lo chiedi (non lo chiedo?). E ogni viaggio (almeno ogni ritorno al tuo dove di allora) è riprendere il filo di luoghi della memoria, è ritrovar sorprese e sbalordire. Le finestre di Chagall, che credevi a Strasburgo, le avevi viste a Santo Stefano in Mainz. Una voce che credevi sopita da anni, una donna-ragazza che stupiva alla meraviglia delle cose, a tornarti inattesa quasi via medium, riportare a galla una quasi fanciulla da ingenuità quasi vergini. Ha la veste del sogno questo viaggio nuovo e già vecchio. Pure la chiarità della luce di casa ancora ha da tornarti dentro, il magone, oggi, è da rientro.
* Tanto non dura, passa presto, pazientate. Però oggi non mi cercate.
Etichette: Anno Nuovo Vita Nuova?, Fughe dalla realtà
2.1.07
Al nastro


Ti pervade muscoli e cuore. Frenesia di ripartenze. Nelle narici profezie di nuovo - ad elidere, lievi, le memorie di andati sgomenti. E negli occhi i versi di Leonida (riletti da Quasimodo). Li canterai al volante, ad auspicio nei giorni a venire.
Infinito fu il tempo, uomo, prima
che tu venissi alla luce, e infinito
sarà quello dell'Ade. E quale parte
di vita qui ti spetta, se non quanto
un punto, o, se c'è, qualcosa più piccola
di un punto? Così breve la tua vita
e chiusa, e poi non solo non è lieta,
ma assai più triste dell'odiosa morte.
Con una simile struttura d'ossa
tenti di sollevarti fra le nubi
nell'aria! Tu vedi, uomo, come tutto
è vano: all'estremo del filo già
c'è un verme sulla trama non tessuta
della spola. Il tuo scheletro è più tetro
di quello di un ragno. Ma tu che giorno
dopo giorno cerchi in te stesso, vivi
con lievi pensieri, e ricorda solo
di che paglia sei fatto.
Ah, e buon anno!
Etichette: Anno Nuovo Vita Nuova?, Liriche





