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La rete ha qualcosa di magico. Connette, contamina, diffonde. Confonde. Questo è un nodo fra tanti, per aggiungere magia a magia.


7.5.09


Continuous learning



Dovessi inventare una dimensione diaristica di queste giornate dovrei lavorare a collage. Frammenti di Kierkegaard, qualche rombo di Sant'Agostino, mezze sfere di Choderlos de Laclos, rettangolini di Kant e Baumgarten, brevi squarci di Giovanna e Patrizia (colleghe, che donne!), il tutto su tela di Wassermann. E angeli a contrappunto, presenze angeliche nel cuore e nel contesto, a illuminarti la via e garantirti l'ancoraggio. Sì, pure Swift, direi. Ché la tua piccola Lilliput ora la vedi tutta. E t'allegra, ti dilaga l'anima, e ti inonda di sorriso. Forse oramai Ecatina impara dagli errori (tempus, patientia). E non vive più, non come prima, 'fuori contesto'. Solo una parola, una e una sola, tiene tutto il tuo patchwork: "Grazie".

So di essere spaventosamente ermetica. Vorrei queste pagine segnassero momenti, che non ho cuore di raccontare, e serbassero il ricordo di attimi, per anni a venire. Ché quel che impari, se non te l'appunti, a volte rischia di svanire ...

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4.3.07


Del velarsi e disvelarsi



Singolare che segni emozioni. Più gentile e discreta di quella di sole, fatata ché ha intorno la notte, e un accendersi sogno di stelle. Mistero di cui nulla è velato - che pure diffonde tremori, scatena memorie. La penultima mia è prenotturna. Ti prelevavo al tuo studio, per condurti a casa - e alzando gli occhi, ignara, mi colpì l'eclissi. Il mio entusiasmo non riuscì ad accendere il tuo, pure la tua presenza era cassa armonica ad emozioni disvelate, la scoperta, la condivisione, la forza che non sapevo mi desse l'averti accanto. Meno colore, ieri notte, ma un vicino calore. A stemperare il deliquio dell'assenza. Sollievo.

Nam quamdiu solita decurrunt, magnitudinem rerum consuetudo subducit ... Sol spectatorem, nisi deficit, non habet; nemo observat lunam, nisi laborantem ... (Sinché le cose si svolgono come consueto, l'abitudine svuota la grandezza delle cose ... nessuno guarda il sole, se non durante un'eclissi; nessuno si ferma sulla luna, a meno che si oscuri ...: Seneca, Naturales Quaestiones 7.1.1). Da leggersi ascoltando questo.

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