La rete ha qualcosa di magico. Connette, contamina, diffonde. Confonde. Questo è un nodo fra tanti, per aggiungere magia a magia.
11.4.07
Dell'anaciclosi del ricordo


La nostalgia s'irradia nell'anima come nebbia che discolori il reale. Ché il leggere e rileggere, il tuo e l'altrui, a volte ha in sé l'inganno della comprensione. E il riapparire della voce fa riandare alle parole. Ma quel troll ludolinguista che chattava nei commenti non c'è più. Sai bene che i giorni dan forma alle cose, ch'era destino mutasse nel tempo quell'apripista d'amicizia. A volte pensi sia dipeso da te, lo svanire di quella forma. Stupisci anche di rimpiangerla. Ora però lo sai. Era, nei fatti, solo cominciamento. Le parole dell'oggi son così dense che ti domandi come portarne il peso. La leva ha nome reciprocità. Se giocassi quei verbi perderebbero purezza. Nel tras-formarsi delle frasi cresce rispetto e affetto. Che il blog porti con sé questo miracolo la bambola parlante mai l'avrebbe detto ...
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17.2.07
Ricamminando


Ogni viaggio è stupore, oramai. Ti trovi a parlare dei luoghi, ma sai che sempre più vorresti parlare delle persone con cui li hai condivisi, delle emozioni che son trascorse, di quel che hai letto negli occhi dell'altro. Tu e lui avete vissuto la passeggiata al lago con ironia ed entusiamo, lui sull'onda del ricordo, tu con gli occhi da bimba per cui tutto nuovo (ma vicino, all'altro ramo che conosci meglio, alla Como d'estate e d'autunno, a Ginevra, ormai in nebbie un po' oniriche). Hai goduto della fiducia nell'affidarti il volante, della novità delle strade, delle anatre a frotte miste a gabbiani, del Resegone invisibile e della Grigna nitida. Lui forse un filino di meno a vedersi sempre in corsia di sorpasso, a vederti assetata di nuovo e in velocità inconsueta, a scombinargli un po' l'esistenza tranquilla e organizzata. Vorresti ritrarre l'allegria, le imprecazioni napoletane e meneghine, i passi di 'tammorra' accennati. Ma sai del tuo limite: il colorare di sentimentalismo il gioco, l'intensità del vissuto. Non ti resta che scolpirtelo dentro, e ammantare di sorriso il resto. Visto, si stampi.
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23.12.06
AUGURRRRRRIIIIIIIIIIIIII!!!!


Ragazze (e ragazzi), auguri a tutti. Per un Natale e (soprattutto) un Anno Nuovo (e qui cito:) a misura dei vostri desideri.
Franci.
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6.12.06
Riproposizioni (o del repetita iuvant)


Sai? In un momento in cui così tanti dei blandi bla bla che qua e là t'investono, che ameresti scivolarti addosso senza presa, e invece blandiscono e filtrano, ha il suadente respiro di morte (da Piergiorgio Welby, con ancora il peso di una vita che non vuole, ai discorsi su sclerosi multipla, al ricordo di Andreina e di lui, che ti assalgono a ondate). In un istante nel quale temi la tristezza sospesa possa di nuovo farsi signora. La vita inonda tutto, i tuoi stessi timori. E sei grata, fra l'altro, al referrer che ti fa ritrovare te stessa, in un gioco antico che riproponi lieta. Un anno e mezzo fa, le cose per cui valeva la pena di vivere, per Ecatina erano: Mia nipote, i miei gatti, diversi amici, alcune cose di Pirandello, Foscolo e D'Annunzio, l'opera omnia di Brecht, alcune poesie di Else Lasker-Schüler; il requiem di Mozart, le sonate e i concerti di Vivaldi, alcune cose di Telemann; diverse cose di Peter Gabriel, Mike Oldfield, Marc Knopfler, De André e Dalla; Raffaello, Botticelli, Van Gogh, Turner, Jawlensky, la Lempicka e la Kahlo e qualche altro del Novecento. Allo stato vi sarebbe da aggiungere: una nipote (la nr. due, spettacolo e meraviglia), imparare a cantare nel coro, il sogno dei viaggi in Siria, Giordania, California e Giappone, l'Idomeneo di Mozart, diverse cose di Sinhead O' Connor, Mina, Ute Lemper e (forse) la Magoni, Antonello da Messina, Matisse e Magritte, tutti i libri che non ho letto e forse leggerò. E l'amore, selbstverständlich, quello che sogno ogni notte, che forse già mi ha incrociato la via, o è sul punto di farlo. Quello che, nelle nebbie di quotidiani risvegli, possa chiamare (per poco o per sempre che sia) mio, solo mio. E ora, se volete, (ri)ditemi di voi ...
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